Per la terza volta, oggi è il mio primo giorno da Presidente della Pallacanestro Trieste. La strada che mi ha portato e riportato qui è degna di un film d’azione, o più che altro di una grande storia d’amore con la pallacanestro, con Trieste, con una società che negli ultimi quattro anni ha vissuto un grande sogno e si è risvegliata, inutile negarlo, in un incubo.

Questi non sono stati mesi facili, non è stato un romanzo rosa. Da aprile a oggi abbiamo mantenuto la calma, ci siamo mossi con tanta prudenza, abbiamo tenuto i piedi ben piantati a terra e fatto riferimento a una compagine societaria, quella storica, che non ci ha mai abbandonato e che ci ha guidato durante la burrasca. 

Ieri quei soci storici hanno scelto di investire ancora, impegnandosi in prima persona con le proprie risorse. Hanno ricapitalizzato la società per renderla attraente sul mercato, perché l’assenza di main sponsor è solo la risposta concreta di un mercato competitivo, dove la verità è fin troppo semplice: quando mancano certezze non ci sono le condizioni per investire. 

 

E’ per questo che io oggi sono ottimista: l’assemblea dei soci ieri ha dato, prima di tutto, un forte segnale al mercato. I tifosi della Pallacanestro Trieste dovrebbero ringraziare uno a uno questi soci, che in gran silenzio e senza voler apparire hanno investito ancora e di nuovo. Sono i primi a credere, con grande determinazione, che la Pallacanestro Trieste deve restare in Serie A.

 

Qui i nostri buoni propositi: saremo umili, diretti, lavoreremo in squadra, saremo un “noi” e non un “io”, con fiducia ed entusiasmo, senza grandi proclami e concretamente. L’agenda è pronta: con Dalmasson dobbiamo ragionare per dare supporto alla squadra, con il sindaco dobbiamo parlare della gestione dell’Allianz Dome, con i giocatori vogliamo parlare di orgoglio. 

 

Ora vi dico di cosa abbiamo bisogno. Del vostro affetto e supporto, sempre. Di maggiori sponsor minori, ovvero di realtà locali che - come già sta accadendo in questa stagione - comprendano il valore di investire in noi non solo per affetto e passione, ma per il reale potenziale che il nostro pubblico e il nostro sport rappresentano a Trieste. 

 

Voi mi vedete in prima linea ed è mia responsabilità esserlo, ma qui siamo un triumvirato. Il Cda ha molti punti all’ordine del giorno, ma oggi tutti riconducono allo stesso, primo obiettivo: quello di trovare velocemente lo sponsor di maglia, portando a una positiva conclusione le trattative che sono in corso, perché ora la società ha un assetto corretto ed è in condizioni di essere ascoltata e fornire garanzie ai propri interlocutori.

 

Avanti quindi, come si fa nello sport: a testa bassa, asciugandosi il sudore, con tanta grinta e credendoci fino in fondo. Il nostro è un ritorno al futuro: guardiamo al passato per ringraziare chi ci ha portato in Serie A, ma viviamo il futuro, verso il consolidamento della nostra realtà. Oggi spetta all’attuale proprietà il diritto e il dovere di scegliere la rotta: lo stiamo facendo tutti insieme, ora con una società sicuramente meno ricca ma sana e con i conti in ordine, perché crediamo nella Pallacanestro Trieste come risorsa per questa città, e perché - scusate la semplicità - la pallacanestro ci piace, davvero, tanto.

 

Mario Ghiacci

Presidente Pallacanestro Trieste

 

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