Dopo l’ultima “gioia” del 2020, con la vittoria contro Treviso, l’Allianz Pallacanestro Trieste è pronta a scendere in campo, nuovamente in casa. 
 

Domenica 3 (ore 18.30 - diretta streaming su Eurosport Player e in radio su Radio Punto Zero Tre Venezie), sotto la direzione arbitrale dei signori Saverio Lanzarini, Denny Borgioni e Sergio Noce, i biancorossi vivranno un vero e proprio scontro diretto con l’OpenJobMetis Varese. La classica partita dal peso specifico enorme, visto che i lombardi sono attualmente al quindicesimo e ultimo posto in graduatoria con sei punti (bilancio: 3 vittorie - 9 sconfitte), due in meno rispetto al team triestino. 
 

La formazione varesina, che da settembre ha visto Attilio Caja lasciare la panchina a favore dell’ex play della Nazionale Massimo Bulleri, può contare su un califfo del basket mondiale come Luis Scola: quarant’anni, quest’ala/pivot di 206 centimetri per 109 chili è solo alla seconda stagione in Italia, ma la sua carriera è leggendaria fra Argentina, Spagna, NBA e Cina. Miglior realizzatore del campionato con 21.6 punti di media (52.9% da due, 48.3% da tre, 71% ai liberi), oltre a 6.5 rimbalzi e 5.6 falli subiti: sa muoversi in ogni zona del campo e, pur con mobilità limitata, la sua classe gli permette di fare ancora la differenza. Gioca da “5” in un quintetto che privilegia la rapidità e gli esterni: al suo fianco, infatti, parte Niccolò De Vico, ala di 200 centimetri classe ’94 che nasce come “3” ma si adatta anche alle lotte vicino a canestro: da quando lo svedese Anderson è stato rilasciato, parte nello starting five e contribuisce con 5.9 punti e 5 rimbalzi di media, con percentuali però rivedibili (33.3% da due, 29.4% da tre). 

 

L’ala piccola è il grande ex dell’incontro, ovvero Arturs Strautins: l’atleta lettone, 22 anni e 198 centimetri, ha giocato due stagioni in maglia Pallacanestro Trieste e, da sempre, può contare su grande talento offensivo e solidità a tutto campo. Si sta mettendo in luce come secondo miglior realizzatore di squadra (14.1 punti in 29.4 minuti), ma ha anche 7.6 rimbalzi e 3.6 falli subiti di media, con il 47.7% da due, il 43.1% nelle triple e l’89.7% in lunetta. 

 

Il perimetro è poi completato dalla guardia Toney Douglas (1986, 188 cm), veterano della NBA con esperienze anche in Cina, Turchia e Spagna: al suo primo anno in Italia, è il giocatore più utilizzato da Bulleri e lo ripaga con 13.5 punti, 4.1 assist e 1.6 recuperi a partita, sfruttando mani veloci e grande istinto. Non è un tiratore puro, ma è certamente atleta che sa come muoversi sul parquet e si accoppia alla perfezione con il playmaker triestino Michele Ruzzier (185 cm, 1993), che al momento viaggia a 6.1 punti e 4 assist di media e, con la maglia di Cremona, ha spesso vestito i panni di “velenoso ex” contro la Pallacanestro Trieste. 

 

La panchina, invece, non è propriamente lunghissima: da due partite è arrivato la guardia americana ex Virtus Roma Anthony Beane (188 cm, 1994), che ha garantito 11.5 punti  e 4 rimbalzi in 25 minuti. Sarà un’utile alternativa per le rotazioni dei piccoli, potendo giocare in diversi ruoli. Il principale cambio dei lunghi è invece Anthony Morse, pivot di 203 centimetri e ventisei anni, che guarda le spalle a Scola nei pochi minuti in cui l’argentino è in panchina: 12.6 i minuti d’impiego per lui, che li traduce in 3.4 punti e 3.3 rimbalzi, svolgendo un compito da lungo “di fatica”. 

 

Il playmaker Giovanni De Nicolao (191 cm, 1996) è un altro giocatore utile nelle rotazioni dei piccoli, con 3.3 punti ed il 33.3% dalla lunga distanza, mentre capitan Giancarlo Ferrero (198 cm, 1988) è un’ala che gioca in due posizioni e può sempre dare il suo contributo: fino a questo momento, la sua stagione recita 3.3 punti in 15 minuti di media, ma attenzione a giudicarlo dalle cifre; si tratta infatti di un atleta che può colpire in diversi modi ed è sempre difficile da interpretare tatticamente. Le rotazioni sono completate dai giovani Nicolò Virginio (2003, 206 cm) e dal figlio d’arte Alessandro Van Velsen.

 

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