Mancava solo l'ufficialità, arrivata nella tarda mattina di oggi, del rinvio della partita di domenica con Reggio Emilia. Un altro weekend senza sfide ufficiali che impone una riprogrammazione in casa Allianz Pallacanestro Trieste, perché se da un lato il maggior tempo a disposizione permetterà agli ormai ex-infortunati di continuare a migliorare la condizione, dall'altro l'assenza di agonismo rischia di far perdere il cosiddetto "ritmo di gioco" faticosamente costruito nei mesi precedenti. 

 

Un tema tutt'altro che semplice, che ha affrontato oggi l'assistant coach Marco Legovich:

“Sicuramente se da un lato lavorare in 15 in questo momento ci dà la possibilità di tenere alta l’intensità, dall’altro dobbiamo fare i conti con condizioni fisiche ben diverse all’interno del gruppo. Qualcuno è con noi sin dall’inizio, qualcuno sta rientrando dopo un infortunio e qualcun altro è arrivato in corso d’opera con una condizione comunque diversa. Non è una situazione "normale" da gestire, perlopiù in un periodo dove si vive sempre e solo alla giornata visto che ogni giorno possono emergere situazioni purtroppo spiacevoli e che condizionano lo svolgimento delle attività”. 

 

In relazione al piano di allenamento settimanale inoltre, l'assistant Coach afferma che sia molto difficile programmare ma allo stesso tempo considera come il maggior tempo avuto a disposizione in queste ultime settimane di stop forzato del campionato dia di fatto la possibilità di focalizzarsi maggiormente su aspetti specifici: “Per quanto riguarda il piano degli allenamenti sicuramente il nostro obiettivo è quello di programmare il più possibile. Abbiamo però sperimentato come tutto vada vissuto giorno per giorno perché le situazioni cambiano repentinamente, basti vedere quanto successo la scorsa settimana per Cantù e questa per Reggio Emilia, dobbiamo essere molto elastici nell’adeguare le cose e finora siamo stati bravi nel gestire tutte le varie situazioni. Abbiamo lavorato molto sulla parte fisica cercando di uniformare la condizione dei giocatori ma abbiamo anche avuto l'opportunità di associare a ciò un lavoro di perfezionamento tecnico focalizzandoci su sedute individuali e fondamentali. Per quanto riguarda le sedute di squadra stiamo inserendo delle piccole novità nei nostri  meccanismi limando i dettagli delle due fasi di attacco e difesa. Questo anche grazie al fatto che abbiamo avuto più tempo per lavorare in profondità, cosa che con il campionato a pieno ritmo non è possibile fare”.

 

Sul tema della preparazione atletica, nello specifico, anche il prof. Paolo Paoli ha evidenziato il "rompicapo" che lo staff intero si sta trovando a sbrogliare: "Abbiamo suddiviso la squadra in tre gruppi lavorando su peculiarità e obiettivi diversi. Il primo gruppo è quello degli sprinter, i piccoli che devono guidare la squadra e mantenere lucidità e brillantezza nel corso dei quaranta minuti. Oltre ai "play" abbiamo inserito anche Alviti che, essendo ancora giovane, ha bisogno di diversificare le proposte e i contenuti del lavoro. Poi il gruppo dei lunghi, con i quali cerchiamo di sviluppare le doti di stabilità e verticalità, doti specifiche che possono servire dentro l'area, terzo gruppo quello delle ali che sono una sorta di via di mezzo. Lavoro specifico per supportare il lavoro dei piccoli ma poter dare una mano anche al pacchetto dei lunghi".

 

Pro e contro di una situazione nuova per tutti gli addetti ai lavori, che si trovano a gestire qualcosa di inedito sul piano sportivo, professionale e umano.
La sfida adesso è arrivare al match con Venezia con una squadra compatta, con giocatori ad un livello il più possibile simile di forma. Siamo sicuri che la grinta e lo spirito di sacrificio non mancheranno di certo.

 

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