Si riparte con il girone di ritorno nel campionato LBA 2019/2020 e la domenica dell’Allianz Dome propone lo scontro fra Allianz Pallacanestro Trieste e Umana Reyer Venezia: i campioni d’Italia in carica, in questa stagione, stanno un pò faticando in quanto a rendimento e attualmente occupano l’ottava posizione in classifica, con un bilancio di otto vittorie ed altrettante sconfitte. Con sei punti in più rispetto ai biancorossi, gli orogranata nel primo confronto stagionale si erano imposti di misura al Taliercio (78 - 73), vincendo con un ultimo periodo decisamente concreto in una giornata nella quale per Trieste si erano distinti Kodi Justice, miglior marcatore a quota 21 punti, e Jon Elmore (13). 

 

Allenati da Walter De Raffaele, i veneziani hanno un quintetto decisamente fornito a livello fisico, con Julyan Stone (198 cm) come playmaker: il trentaduenne americano è il classico giocatore tuttofare, che non ha gran istinto offensivo (2.1 punti con il 33% da due ed il 18% da tre), ma bilancia con 5.1 rimbalzi e 3.3 assist di media. La guardia è Jeremy Chappell, granitico giocatore di 191 centimetri per 91 chili al terzo anno in Italia: 9.9 punti e 4 rimbalzi in 24.5 minuti le sue cifre, con una grande capacità nel giocare l’uno contro uno. 

 

Il punto fermo del quintetto è Michael Bramos: americano di passaporto greco dal 2015 con la Reyer, è un’ala piccola di 198 centimetri molto pericoloso al tiro (41.6% da tre punti su quasi 5 tentativi di media) e sa come muoversi sia sui blocchi che sugli scarichi, tanto che i suoi 9.1 punti in 26.9 minuti lo rendono uno dei giocatori più prolifici dell’Umana. Il “4” del quintetto, solitamente, è Austin Daye: il figlio d’arte del grande Darren, ex stella di Pesaro, è un filiforme atleta di 211 centimetri che ha talento e mani morbidissime. Può virtualmente occupare qualsiasi ruolo in campo, viste le proprietà di palleggio e di tiro, e i suoi numeri “narrano” di un giocatore che viaggia a 14 punti5.3 rimbalzi e 1.2 recuperi di media, con il 39% da due, il 38% nelle triple e l’89.5% in lunetta. Completa il quintetto il pivot Mitchell Watt, mancino classe 1989 di 208 centimetri: pivot vecchio stampo, di quelli che non si allontanano troppo dall’area, ha ottimi movimenti sia fronte che spalle a canestro ed è il miglior realizzatore di Venezia con 14.1 punti (63.3% da due) ai quali abbina 7 rimbalzi e 1.2 stoppate, oltre a 1.2 schiacciate ad allacciata di scarpe. 

 

Il triestino Stefano Tonut, 193 centimetri di altezza, è il sesto uomo ideale per De Raffaele: 8.7 punti e 2.1 rimbalzi in 18.5 minuti, e con il suo atletismo ha una facilità impressionante nell’arrivare al ferro, tanto che tira con il 61.1% da due. Andrea De Nicolao (185 cm, 1991) è il cambio del playmaker e garantisce 7.7 punti e 3.5 assist in 20.8 minuti ad incontro: sa accelerare i ritmi, ma anche tirare bene da fuori (43.1%) ed è un giocatore importante per gli equilibri della squadra orogranata. Altro esterno è Ariel Filloy, giocatore di 190 centimetri che ultimamente è stato al centro di qualche voce di mercato: è un esterno che può giocare in due ruoli e portar palla, mentre le sue cifre recitano 4.2 punti in 13.4 minuti. 

 

Nel pitturato, lo sloveno Gasper Vidmar (208 cm) è una valida alternativa per Watt: è partito spesso in quintetto base, ma gioca molto meno rispetto all’americano: 11.8 minuti in campo, con 3.9 punti e 3 rimbalzi, oltre al 62.8% nel tiro da due. L’alternativa all’ala forte è l’italiano Valerio Mazzola, ferrarese classe ’88 di 205 centimetri: è un lungo con mano morbida nel tiro frontale (47.4% da tre punti) e produce 3.9 punti con 2.1 rimbalzi. 

 

Le rotazioni sono completate dall’oriundo Bruno Cerella (’86, 194 centimetri: 2.5 punti e 1.2 rimbalzi), specialista difensivo al momento fermo per un problema al ginocchio destro, dal prospetto del 2003 Davide Casarin e dal lungo ex Udine “Ciccio” Pellegrino, giocatore di 210 centimetri che ha però giocato solamente due partite.

 

VITTORIA DI MISURA PER GLI UNDER 18 A CREMONA
BELLA ESPERIENZA PER I 2008 AL TORNEO DI MANIAGO