Dopo l’esordio in quel di Venezia, la Pallacanestro Trieste affronta la OpenJobMetis Varese per l’esordio casalingo: i lombardi, reduci da un pesante -22 (52 - 74) rimediato all’Enerxenia Arena di Masnago contro il Banco di Sardegna Sassari, sono allenati da Attilio Caja

 

Il mitico “Artiglio” ha a disposizione innumerevoli frecce nella propria faretra: il simbolo della squadra è ovviamente il capitano Giancarlo Ferrero (198 cm, 1988), che all’esordio è stato anche il più positivo dei suoi con una prestazione da 10 punti e 6 rimbalzi in 19 minuti. Si tratta di un’ala che nello scacchiere lombardo gioca da “4”, ma ha un ottimo tiro da fuori e nella passata stagione ha fatto vedere i sorci verdi ai difensori di Trieste nelle due partite di campionato. 

 

Parte dalla panchina e costituisce un’interessante alternativa, visto che in quintetto i giocatori che iniziano il match sono altri: il playmaker è l’americano Josh Mayo (181 cm, 1987), americano che ha già conoscenza dell’Italia avendo giocato a Montegranaro, Roma e Scafati. Il trentaduenne di Munster è un “globetrotter”, visto che in carriera è pure passato per la Francia, la Lituania, l’Ucraina, la Turchia e la Germania, quest’ultima la tappa più importante nella quale ha difeso i colori del Telekom Bonn per tre stagioni. 

 

La guardia titolare dovrebbe essere Jason Clark (190 cm, 1990), ma un infortunio al retto femorale ha fermato il forte esterno ex Skyliners Francoforte per sei settimane, dunque presumibilmente non sarà della partita: al suo posto parte spesso come guardia l’italiano Matteo Tambone, che è in realtà un play dotato di buona stazza. Il giocatore nato a Graz ma di nazionalità austriaca, nato nel 1994, è alto 192 centimetri e dotato di buonissimo tiro da fuori, anche se deve crescere nella visione di gioco. LJ Peak, altro americano, è il “3” titolare: fisicità, atletismo ed intensità sono le caratteristiche di questo giocatore, che sa andare in penetrazione e sfrutta tutti i suoi 196 centimetri e 98 chili per farsi spazio.

 

L’ala forte è l’estone Siim-Sander Vene: 203 centimetri, gioca anche nella sua nazionale e ha grande esperienza (Estonia, Lituania, Lettonia, Russia, Spagna), oltre ad aver giocato già a Reggio Emilia e Varese, fin dal 2018. Sa tirare dalla media e dalla lunga distanza e sfrutta questa caratteristica per “risucchiare” fuori i giocatori interni. Il “5” è Jeremy Simmons: classe 1989, con i suoi 203 centimetri non è un pivot classico, ma ha i razzi sotto le scarpe e dunque si rende utilissimo a rimbalzo e in difesa. In carriera ha giocato un pò dappertutto e, in Italia, ha vestito le casacche di Scafati e Montegranaro, quest’ultima piazza dalla quale appunto proviene. 

 

La panchina, come alternative, propone anche il playmaker lettone Ingus Jakovics: classe ’93, 185 centimetri, giocatore ordinato che sa mettere ordine sul parquet, è al suo primo anno in Italia ed è reduce da tre stagioni con il Ventspils, una delle squadre più quotate del campionato lettone. L’alternativa principale negli esterni è poi il serbo Milenko Tepic: esperto (32 anni) atleta che non ha bisogno di troppe presentazioni, avendo già militato nello “stivale” con Capo d’Orlando e Brindisi, è un giocatore di 198 centimetri che occupa i due ruoli perimetrali e, nella sua lunga carriera iniziata con il Vojvodina Novi Sad, ha vinto molto. Quattro titoli in Serbia, due in Grecia, oltre a tre vittorie in Lega Adriatica, due Coppe di Serbia e, soprattutto, l’Eurolega 2010/2011 con il Panathinaikos. 

 

Il toscano Nicola Natali (ala 202 cm, 1988) è un’altra utile alternativa nel reparto ali, lui che è un giocatore che può anche tirare da fuori ma cerca comunque di fare le cose più utili per la squadra, mentre il “triestino” Luca Gandini, vecchia conoscenza biancorossa, è il back up del pivot: 205 centimetri, a trentaquattro anni ha trovato spazio nel massimo campionato italiano e, quando scende sul parquet, lo fa con la solita abnegazione che lo ha sempre contraddistinto. 

 

Completano le rotazioni Gianmarco De Vita (ala, 190 cm, 1997) e (guardia, 188 cm, 2001). 

 

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