Un quarto di secolo a prendersi “cura” della condizione atletica dei cestisti biancorossi: facile risalire alla persona, con un curriculum del genere. “Il Prof”, così lo conoscono tutti quanti: Paolo Paoli, preparatore atletico dell’Allianz Pallacanestro Trieste, è una figura di riferimento della società triestina e con la sua esperienza e la competenza, anno dopo anno, imposta e adempie al quotidiano lavoro della prima squadra sul parquet. “Eh si, ci pensavo proprio l’altro giorno - esordisce così Paoli - che sono arrivato qui quando l’allora Genertel aveva intrapreso il progetto della pallamano e della pallacanestro. Era la stagione 1995/96, sono stato lontano da qui solamente un anno quando ero impegnato in un altro progetto e poi sono rientrato alla base”. 

 

Parlando del lavoro della squadra dall’inizio della stagione fino a questo momento, il professor Paoli si è trovato con una serie di giocatori molto “differenti” fra loro a livello di condizione e tipologia di esperienza di lavoro atletico: “Fermo restando la cosiddetta vecchia guardia, che è abituata a lavorare con i miei metodi ed i miei ritmi, cambiando buona parte dei giocatori abbiamo necessariamente trascorso una fase di introduzione dei nuovi arrivati alla nostra proposta lavorativa. E’ un processo lungo, ma un pò alla volta siamo riusciti a far comprendere alle “new entry” la metodologia ed il fine che ci poniamo, qui da noi: devo dire che tutti quanti hanno recepito e lavorato in maniera adeguata”. 

 

A campionato in corso, l’arrivo di tre nuovi giocatori ha obbligatoriamente spinto lo staff a modificare i programmi di lavoro: “Inserendo in itinere degli altri elementi in rosa, questo ovviamente ci ha posto di fronte all’arrivo di atleti con delle storie e delle situazioni differenti. Ovviamente ci siamo adattati alle capacità di ognuno, cercando di essere utile, da parte mia, ai ragazzi per insegnare delle cose che a livello strutturale potessero essere digerite al meglio. Certo è che, quando si impartisce una lezione, una persona deve metabolizzarla e farla sua per cui ora non posso dire con esattezza quando “verrà fuori” la prestazione massimale”. 

 

Una pausa di campionato che per l’Allianz Pallacanestro Trieste è stata utile, specialmente per lavorare in palestra tutti assieme: “Esattamente - continua Paoli -, è stata una buonissima occasione per lavorare in maniera più mirata sulle esigenze dei giocatori, senza particolari stress agonistici. I ragazzi hanno risposto con positività ad allenamenti anche faticosi, e spero di esser stato loro utile per produrre un risultato nel tempo. Il lavoro, abbinato alla proposta tecnica degli allenatori, non è ovviamente stato composto da carichi devastanti: abbiamo infatti calcolato al meglio la tipologia di atleti a disposizione, il lungo periodo dal quale si stanno allenando e ovviamente quello che si vuol fare a livello cestistico”. 

 

La chiusura su una proiezione a riguardo della condizione della squadra, attualmente: “E’ difficile dare una percentuale di potenziale espresso. Quello che so è che io ho fatto la proposta di lavoro, i ragazzi l’hanno recepita e direi che i risultati li vedremo cammin facendo: non sono cose immediate, come detto prima, ma spero solo di essere stato utile. Non sono onnisciente, ma mi piace “vivere” i giocatori e cerco di creare allenamenti ad hoc a seconda degli imput che mi arrivano da loro, prova ne sia il fatto che non faccio mai un allenamento uguale all’altro, cercando di tirar via l’aspetto “noia” della preparazione atletica e inserendo esperienze polivalenti che permettano ai ragazzi di migliorarsi”.

 

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