Gara di chiusura della seconda giornata della Serie A 2022/2023 per Trieste, che affronta una Virtus priva degli infortunati Shengelia, Abass e Teodosic e sempre vincente nei 7 confronti occorsi nelle ultime quattro stagioni. Ex di turno da ambo i lati del parquet: da una parte Ruzzier, dall’altra Gaines, con le V nere nella stagione 2019/2020.

Lo starting five di coach Legovich è composto da Davis, Bartley, Campogrande, Pacher e Spencer. Quest'ultimo si presenta con una stoppata su Mannion, mentre è Bartley ad aprire le danze: suoi i primi 8 punti che consentono a Trieste di partire forte e tenere il passo della corazzata felsinea. I biancorossi con sfrontatezza ed un Bartley in grande spolvero reggono bene l’urto della Virtus, guidata da Mannion, che si carica sulle spalle regia e punti. I padroni di casa aumentano il ritmo e riprendono il controllo della gara nella seconda metà del quarto, costringendo la difesa di Trieste agli straordinari. Campogrande e Vildera timbrano il cartellino, ispirati da un ottimo Pacher in difesa, ma Bologna – trascinata da Hackett – intensifica ulteriormente ritmo e pressione difensiva, trovando il massimo vantaggio nel finale e chiudendo i primi 10 minuti sul +9.

Anche l’inizio del secondo quarto è di matrice biancorossa, con una buona iniziativa di Davis. Hackett però è decisamente mortifero e trova facilmente la via del canestro. Lo stesso n°23 si rende protagonista in negativo, con un fallo tecnico che rimette in moto Trieste, facendola rientrare sotto nel punteggio. Bologna sfoggia un Mannion lucidissimo, resta avanti ma non scappa, ed è la coppia Davis-Bartley a provare a ricucire lo strappo, dialogando a suon di attacchi al ferro e tiri dall’arco. A metà tempo sono ancora 7 le lunghezze tra le due compagini. La Virtus può contare su diverse bocche da fuoco e gioca con grande naturalezza e convinzione, Trieste fa fatica a trovare le giuste linee di passaggio ed a mettere i propri giocatori in grado di tirare. Davis riesce in ogni caso a tenere i biancorossi aggrappati alla gara, diventando il top scorer biancorosso, al cospetto di un Gaines che non riesce ad incidere. Dopo qualche buon sprazzo di gioco di Trieste, il solito Mannion nel finale trova un altro prezioso assist, stavolta per Mickey: il buzzer beater dai 6 e 75 manda le squadre all’intervallo lungo con la Virtus avanti di 8 punti.

Terza frazione caratterizzata da una fase iniziale piuttosto confusionaria, con diversi errori da ambo i lati del parquet. Il primo canestro porta la firma di Pacher, Bologna però non si lascia impensierire e inizia a produrre fatturato con una certa continuità, spinta da un Cordinier inarrestabile. Spencer e Pacher suonano la carica e tengono Trieste ad una distanza dalla linea di galleggiamento tale da non lasciare tranquilli i padroni di casa. Cordinier veste alternativamente i panni dell’assist-man e del realizzatore, sul fronte biancorosso è Bartley a tornare sugli scudi, seguito da Davis. Il ritmo molto elevato ed i continui cambi di fronte rendono la gara gradevole, Trieste dimostra di avere la grinta giusta per reagire in modo deciso alle varie situazioni di gioco, specie in difesa. Gli sforzi per restare in partita trovano pieno compimento: arriva il momento di Gaines, che ne mette 8 di fila e riapre completamente la gara, trascinando i biancorossi a chiudere la frazione a sole due lunghezze dai felsinei.

Ultimo quarto che inizia col botto: Gaines e Bossi bombardano dalla distanza e Trieste mette il naso avanti (e mette paura a Bologna). La partita si riaccende e il Paladozza è una bolgia. La Virtus deve scavare nel proprio profondo e ripresentare il miglior Hackett e il miglior Belinelli per tenere testa ai biancorossi, che restano lì nel punteggio ancora con Gaines, che in questa fase gioca sul velluto. A metà quarto sono 4 i punti che dividono le due squadre, il che lascia prospettare un finale al cardiopalma. La fisicità del gruppo bolognese e la lunghezza della panchina a disposizione di coach Scariolo iniziano a fare la differenza, man mano che i minuti passano e ci si avvicina alla fine del match. Bartley è l’ultimo a mollare e prova ad instillare nei suoi compagni la giusta energia per provarci fino alla fine. Il finale è della Virtus, che mette sul parquet l’intensità che serve per chiudere la gara a proprio favore, pur con fatica. Merito di Trieste, che esce a testa alta dal Paladozza e con la certezza di aver fornito una bella prova di orgoglio.

VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA – PALLACANESTRO TRIESTE 85-80

Virtus Segafredo Bologna: Mannion 18, Belinelli 13, Bako 6, Ruzzier ne, Jaiteh 6, Hackett 8, Menalo ne, Mickey 7, Camara 2, Weems 6, Ojeleye 7, Cordinier 12. All.: Scariolo

Pallacanestro Trieste: Gaines 20, Pacher 5, Bossi 3, Davis 22, Spencer 4, Deangeli 0, Ius ne, Campogrande 2, Vildera 2, Bartley 22. All.: Legovich

Parziali: 26-17 / 47-39 / 63-61

Arbitri: Rossi, Perciavalle, Capotorto

Legovich: "Dovremo reggere l'urto e ripartire come squadra"
Legovich: "Mi complimento con i ragazzi per come si sono spesi"