Sarà un derby del Triveneto ad alta quota, domenica (palla a due alle ore 19.00) all’Allianz Dome: in casa di Trieste, infatti, arriva l’Umana Reyer Venezia di coach Walter De Raffaele. Gli orogranata sono al quinto posto in classifica con 24 punti (12 vinte - 8 perse), esattamente due in più rispetto alla formazione biancorossa: all’andata, finì con la vittoria 81 - 66 della formazione veneziana, che sta lavorando per recuperare il pivot Gasper Vidmar (211 cm, 3.8 punti e 2.9 rimbalzi con il 65.6% da due) dopo più di un mese. 

Rispetto ad allora, la Reyer ha ceduto Lorenzo D’Ercole ma ha aggiunto alla sua rosa Wes Clark, play americano classe 1994 che sta contribuendo alla causa con 7 punti, 3.8 assist e 3.5 falli subiti a partita, numeri interessanti che confermano il suo potenziale. 

 

Venezia, comunque, ha punti di riferimento ben precisi: il play titolare è Andrea De Nicolao, trentenne veneto di 185 centimetri che vale 8.7 punti e 3.3 assist con il 44.2% da due ed il 33.3% da tre. Metronomo di quelli che perdono raramente la bussola, sul perimetro viene affiancato dal triestino Stefano Tonut: c’è ben poco da dire su di lui, se non che è il miglior realizzatore della Reyer con 15.7 punti a partita in 26.8 minuti, ai quali aggiunge 3.9 rimbalzi e 2.7 assist, con il 55.5% da due, il 36.9% nelle triple e l’84.1% in lunetta e sa sempre come trovare il canestro, sfruttando il fisico possente e la grande attitudine offensiva. 

 

Con l’infortunio di capitan Bramos (lesione parziale della fascia plantare per l’ala che viaggia a 10.3 punti con il 42% nelle bombe, la sua specialità), in quintetto l’arma tattica è Julyan Stone: trentatrè anni, è un “veterano” di Venezia oramai e la sua capacità di giocare in più ruoli rappresenta un’arma tattica importante per De Raffaele. I suoi numeri sono decisamente interessanti: in 22.4 minuti, infatti, segna solo 4.8 punti ma fa molte altre cose utili come i 6.3 rimbalzi ed i 2.8 assist di media, con un ottimo 55.2% da due. Il “4” potrebbe essere Valerio Mazzola, giocatore di 205 centimetri che però ama allontanarsi da canestro per tirare frontalmente (2.2 punti e 2.1 rimbalzi) o, in alternativa, il possente neozelandese con passaporto britannico Isaac Fotu: giocatore classe ’93 di 203 centimetri, in 18.5 minuti produce 9.8 punti, 4 falli subiti e 3.3 rimbalzi con il 68.9% da due ed il 58.9% dalla lunga distanza. L’inamovibile pivot titolare è invece Mitchell Watt, centro di 208 centimetri dotato di braccia lunghe e mano morbida: 14.1 punti, 5.3 rimbalzi, 1.3 stoppate e 1.3 schiacciate sono i numeri che testimoniano la sua presenza come uno dei migliori lunghi del campionato (62.4% da due, 55.4% in lunetta) e sarà certamente un cliente ostico per i pariruolo biancorossi. 

 

Il sesto uomo ideale è Austin Daye, filiforme ala di 211 centimetri che ha talento pazzesco nelle proprie mani: in soli 21.7 minuti di media sigla 12 punti, con 4.8 rimbalzi e 2.3 assist e la capacità di poter virtualmente giocare in ogni ruolo (51.9% da due, 54.4% da tre, 79.4% ai liberi). Come alternativa nel reparto esterni, il nerboruto Jeremy Chappell è un’autentica sicurezza: 191 centimetri per 91 chili, sa come trovare punti in diversi modi e, oltre a partire ogni tanto in quintetto, colleziona 6.9 punti, 3.8 assist e 3.1 rimbalzi ad allacciata di scarpe. Detto di Vidmar, principale cambio dei centri, la panchina degli orogranata dà spazio anche a giocatori come il “gioiellino” Davide Casarin, play/guardia di 198 centimetri del 2003 (2.5 punti in 9.1 minuti), il sopracitato Clark e Luca Campogrande, esterno di poco meno di due metri che ha 3.6 punti di media in 7.8 minuti. 

 

A completamento del roster, troviamo l’oriundo Bruno Cerella (194 cm, 0.6 punti in 5.3 minuti) ed i giovani Leonardo Biancotto, Giovanni Bellato e Luca Possamai.

 

Dalmasson: "Ottimo approccio. Poi attenti per 40 minuti"
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