Sono passate già due settimane dall'ultimo impegno ufficiale dell'Allianz Pallacanestro Trieste sul parquet del Forum di Assago e i ragazzi di coach Dalmasson sono pronti a tornare in campo. Di fronte alla formazione biancorossa i soliti noti della Happy Casa Brindisi, rafforzati nell'organico dall'inserimento di Josh Bostic e pronti a dare battaglia sul campo del PalaPentassuglia.

 

Eugenio Dalmasson analizza la sfida di domani alla luce di due settimane di lavoro particolari vissute all'Allianz Dome:

"L'idea, dopo Milano, era quella di fare un lavoro un po' diverso. Abbiamo dovuto modificare un po' il piano a seconda delle situazioni che si sono create. Lo stop forzato di Grazulis e il fastidio muscolare di Fernandez ci hanno obbligati a lavorare a ranghi ridotti fino a un paio di giorni fa. Abbiamo approfittato contestualmente per aumentare il lavoro con Peric, che necessitava di un supplemento di carico, al quale si è sottoposto con grande spirito e disponibilità. Speravamo di fare qualcosa in più dal punto di vista tecnico, ma siamo comunque pronti. 
Sono comunque stati dei giorni per provare un po' di situazioni e per ritrovare un po' di equilibrio. Uno stop di due settimane dalle competizioni, per noi che abbiamo giocato due volte alla settimana per un paio di mesi è sembrato quasi strano. Abbiamo comunque approfittato per ottenere ulteriori indicazioni su come affrontare la parte finale di stagione. 

 

Con Brindisi domani sarà una partita difficilissima. Conosciamo bene le loro caratteristiche, come è ovvio che sia. La difficoltà sta proprio nelle loro grandi qualità: atletismo e corsa superiori alla media, grande presenza a rimbalzo, soprattutto in attacco dove primeggiano in campionato. Occorre porre attenzione su queste parti del gioco. Affrontarli sul loro campo è ulteriormente difficile però siamo in una fase del campionato dove bisogna pensare anche che nessuna partita sarà più facile delle altre. Se vuoi mantenere una classifica importante, come la nostra attuale, bisogna attrezzarsi tecnicamente e mentalmente ad affrontare impegni proibitivi, come ad esempio questo di Brindisi. 


La Coppa Italia è un discorso da fare a parte perché fa parte del processo di crescita di una squadra e di un intero ambiente. Esistono dei passaggi obbligati nella crescita dei singoli giocatori, di una squadra, di un ambiente. Già essere lì è stato un grande premio e un motivo per capire quello che ci può mancare nei confronti di quelli che sono i club migliori d'Italia. Quel confronto se sfruttato nel modo giusto può aiutare a crescere. 


Al netto di quelle che possono essere le sorprese, che ci sono state nel girone d'andata e che hanno complicato la situazione di molti club, sarà un girone di ritorno molto combattuto. Adesso abbiamo meno partite, e ognuna di queste ti può dare o togliere tantissimo: aumenta la pressione, gli obiettivi sono ben definiti per tutti, aumenta il livello di competizione. Noi dobbiamo essere bravi, pronti, chiamati a provare a fare un ulteriore salto di qualità. Per ripetere il girone d'andata dobbiamo alzare il livello del gioco. Se ne saremo capaci daremo grande significato a queste ultime partite. Se gli altri si dimostreranno più forti accetteremo con grande sportività quello che il campo dirà. Non vogliamo avere rammarichi".

 

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Trieste lotta e rimonta, ma a Brindisi vince l'Happy Casa