“Erano cinque mesi che non svolgevo sul parquet una seduta con i compagni, è stato molto emozionante”. Queste le parole a caldo di Luca Campogrande al termine dell’allenamento mattutino in cui l’ala romana, per la prima volta dalla pulizia del tendine d’achille destro, ha faticato assieme agli altri giocatori biancorossi. Il venticinquenne, arrivato a Trieste dopo una stagione alla Reyer Venezia, ieri (giovedì 30 settembre) si è recato a Reggio Emilia dal dottor Rocchi che l’aveva operato lo scorso 9 luglio e che gli ha dato il via libera al rientro in gruppo. Sono stati tre mesi in cui Campogrande ha lavorato individualmente e intensamente sotto l’attenta guida dello staff atletico e medico dell’Allianz Pallacanestro Trieste:”I momenti più difficili sono stati l’inizio quando ho ricominciato a muovermi con le stampelle e la convivenza con il dolore. Ma fin dal primo giorno il sostegno dei nostri preparatori e l’esperienza del professor Paolo Paoli mi hanno dato la spinta per non mollare, insistere gradualmente, intraprendendo con il piede giusto questo percorso di recupero. Anche i miei compagni mi hanno sempre sostenuto e coinvolto nelle dinamiche di squadra. E così sono riuscito a rientrare in gruppo nei tempi previsti, rispettando la tabella di marcia”. Il giocatore, cresciuto nelle giovanili della Sam Basket Roma, ha assistito dalla panchina alle amichevoli del team di coach Ciani e all’esordio vincente in campionato con Brindisi: “Già con i pugliesi si è vista l’identità di questa Allianz, un gruppo composto da seri professionisti consapevoli che creare un’alchimia di squadra, fuori e dentro il campo, è fondamentale per crescere e vincere assieme. Per quanto mi riguarda mi metterò a disposizione del coach fin da subito, cercando di ritrovare un’ottima condizione fisica già dai prossimi match e dando da subito un aiuto ai miei compagni”. Negli ultimi quattro anni ha vissuto da avversario l’atmosfera dell’Allianz Dome, mentre da questa stagione il pubblico sarà tutto dalla sua parte: “Con Brindisi è stato entusiasmante vedere la gente che ci spingeva per portare a casa la vittoria. Nelle scorse stagioni ho potuto assistere con i miei occhi a ciò che può diventare l’Allianz Dome, una vera bolgia capace di spingere i propri beniamini oltre i limiti e dall’altro lato influenzare negativamente gli avversari di giornata”.

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